giovedì 8 luglio 2010

Day Book - 8 luglio 2010

Per oggi, 8 luglio 2010
  • Fuori dalla finestra... il cielo è un po' più velato. Questo caldo mi spossa proprio, lo trovo insopportabile.
  • Sto pensando... domani esco finalmente a fare nordic walking con un amico, che controlla se va tutto bene. L'esame è sempre più vicino, non ho un posto dove dormire ma non importa.
  • Sono riconoscente per... (oggi non so, per cosa potrei essere riconoscente...)
  • Dal lavoro... ieri è stato un incubo. Impostare la proiezione nei GIS è sempre un incubo, ma ieri soprattutto. Non mi tornavano le aree, non riuscivo più a rimettere le carte dove dovevano essere. Due ore buttate a litigarci. Ma prima o poi capirò quale proiezione impostare in ogni GIS che uso. Quindi ieri sera alle 10 ho iniziato a ingranare con il lavoro...
  • Dalla cucina... ieri ho tagliato le fragole che mio padre aveva comprato giorni prima. Miracolo, erano ancora decenti. Però le ho zuccherate un po' troppo poco, per i miei gusti.
  • Sto indossando... pigiama. Si lavora a casa, stamattina!
  • Sto creando... maggiore entropia nel mondo!
  • Sto andando... dall'estetista, stasera.
  • Sto leggendo... ho quasi finito "Le Scienze", penso di questo mese. Dovrei tentare di ritornare in pari con i giornali...
  • Sto sperando... di riuscire a combinare molto oggi. Mi sento indietro.
  • Sto ascoltando... i Lendakaris Muertos con "Gora España", link gentilmente offerto su FaceBook da un amico. Basta che sia pseudopunk basco, e tutto va bene. Mi chiedo come faccia un gruppo basco a cantare una canzone per la nazionale spagnola, ma questo è un altro fatto. Fermin Muguruza mi ha influenzato fin troppo. Ok, anche loro hanno un po' di dubbi...
  • In giro per casa... non è cambiato molto
  • Una delle mie cose preferite... il vento di notte
  • Un po' di programmi per il resto della settimana: la risottata di domenica alla Falco
  • Una foto che voglio condividere... Vista dall'Alpe Agario



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martedì 6 luglio 2010

Day Book - 6 luglio 2010

Per oggi, 6 luglio 2010
  • Fuori dalla finestra... oggi ci sono un po' di nuvole (cirri, I think), ma fa comunque fin troppo caldo. Ieri sera, verso le 8, temporale: pioggia, grandine, tanto tanto vento. E poi l'arcobaleno. Ma non ha rinfrescato molto...
  • Sto pensando... che oggi devo finire la VAS e poi lanciarmi nel Parco. E anche che dovrei andare fuori ad allenarmi. Ma fa fin troppo caldo.
  • Sono riconoscente per...ché mio padre si è ricordato di portare la marmellata alle fragole. Così oggi mi sono fatta té e fette biscottate, burro e marmellata.
  • Dal lavoro... ieri alla fine ho smesso di lottare con la cartografia e ho passato la serata a mettere in ordine immagini (sgranatissime) copiate dalla relazione della provincia...
  • Dalla cucina... colazione: vedi sopra; pranzo: vado da mio zio, non saprei cosa aspettarmi; cena: non ho ancora idee, mi sa che ci faremo una pasta.
  • Sto indossando... il pigiama! Ovvio!
  • Sto creando... il percorso di viaggio in Germania. Se lo faccio con Googlemaps suona male?
  • Sto andando... forse in Comune, oggi pomeriggio; ma forse riesco a evitarlo. Magari a fare Nordic Walking, stasera. Sempre che riesca a concludere qualcosa di lavoro oggi!
  • Sto leggendo... il nuovo numero di "Paysage", che mi è arrivato ieri. E sa di buono, di carta appena stampata!
  • Sto sperando... di riuscire a mangiare qualcosa di decente al matrimonio di Francesca (va bene, è una cosa assolutamente banale, ma per me è importante - che casino non mangiare formaggi e odiare la carne).
  • Sto ascoltando... più che altro canticchio... e non so perché, è da due giorni che ho in mente "Abituarsi alla fine" dei Ministri (e me ne vergogno un po').
  • In giro per casa... il solito casino, ma non sono io confusionaria, è il tempo che mi manca!!!
  • Una delle mie cose preferite... le canzoni di Giovanni Lindo Ferretti!
  • Un po' di programmi per il resto della settimana: trucco e parrucco per il matrimonio di Fra.
  • Una foto che voglio condividere... l'arcobaleno di ieri sera!

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lunedì 5 luglio 2010

Day Book - 5 luglio 2010

Per oggi, 5 luglio 2010
  • Fuori dalla finestra... il cielo limpido (fin troppo, diciamocela tutta), il caldo (troppo), lo stendibiancheria mezzo pieno; la natura e la voglia di evadere
  • Sto pensando... che dovrei combinare qualcosa, ma la cartografia oggi non fa per me, soprattutto per l'improponibile scelta cromatica
  • Sono riconoscente per... il sabato con caccia alla macchina fotografica ^_^
  • Sto indossando... il pigiama, che smetterò verso l'una, quando scenderò a mangiare. Che bello lavorare a casa!
  • Mi ricordo... oggi
  • Sto creando... cartografia, pensieri, paesaggi...
  • Sto per... rimettermi al lavoro, gvSIG vieni a me!
  • Sto leggendo... riviste di lavoro, che mi si sono accumulate negli ultimi mesi...
  • Nella mia mente... ce la farò a finire tutto?
  • Dal lavoro... ma perché la mia vita è incastrata nel lavoro, che io amo, e quindi penso solo al mio lavoro?
  • Mi accorgo... di aver mangiato troppo poco a colazione
  • Sto pensando a queste parole... "il problema dei file pesanti... lo puoi risolvere con le piramidi" (mumble?)
  • Dalla cucina... stasera bistecca (altrimenti mi si imputridisce in frigo, perché mio padre compra la carne?!?), a pranzo non lo so. Oggi a colazione ho finito un vasetto di marmellata di fichi, ma era il peggiore della partita dell'anno scorso...
  • In giro per casa... una marea di cose da pulire, stirare, lavare; per me, possono rimanere anche lì
  • Una delle mie cose preferite... fare colazione facendo la Settimana Enigmistica!
  • Un po' di programmi per il resto della settimana: finire di pianificare il viaggio in Germania!!!
  • Una foto che voglio condividere... uno scivolo a Stoccolma ^_^


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mercoledì 30 giugno 2010

Roba da agronomi...

È da un'eternità che non scrivo, che non pubblico foto (tra l'altro la mia macchina fotografica si è suicidata in quel di Torno, davanti a una "slitta" per il trasporto del materiale in montagna - un residuo prebellico, direi del '15-'18), che non entro nemmeno nel mio blog.
Ma oggi ho avuto un lampo di genio. Facebook è pieno di "roba da...", in cui sono elencate battute e riflessioni (va beh, più o meno...) su qualunque tipo di professione, ma non c'è "roba da agronomi".
E ce ne sarebbero tante da scrivere. L'idea è questa.

domenica 14 marzo 2010

Il nordic walking e il bookcrossing

Oggi ho trovato il mio primo libro in bookcrossing. Appena "liberato" dal primo proprietario, leggo sul sito. Si chiama "Il terzo ufficiale", è di Giuseppe Conte.
L'ho trovato su una panchina al Parco. Che per chi mi conosce sa che la P maiuscola indica generalmente in Parco Pineta, in particolare il Centro Didattico Scientifico (detto anche in altri mille modi, l'osservatorio astronomico, il ronco, etc.) ma che per me è solo "Parco".
Ero lì per la presentazione di un corso base di nordic walking, organizzato dal Parco (questa volta intendo l'ente parco) e a cui sono stata più o meno cooptata (ma mi interessa, è da anni che l'idea mi frullava per la testa).
E quindi eccomi qui, dopo aver provato per dieci minuti a camminare con i bastoncini (il corso inizia tra due settimane...) e con un libro che mi gironzola per la camera.
Ho visto il libro sulla panchina, l'ho guardato e ho detto dentro di me "woow, credevo ci fossero solo in metropolitana a Milano". Invece no, e sono contenta.

venerdì 8 gennaio 2010

Una settimana...

La prima (ok, seconda, ma la prima non valeva perché era a cavallo tra dicembre e gennaio) settimana di gennaio si appresta al termine. (Ah, no, secondo la ISO 8601, la prima settimana dell'anno è quella che contiene il primo giovedì del mese... quindi è proprio la prima settimana di gennaio).
Mi sembra di non avere fatto molto, ma nel frattempo di aver iniziato a mettere delle basi per il lavoro di quest'anno.
Ho riordinato i mobiletti del bagno, ho buttato alcune creme, altre le ho destinate nelle "cose da far fuori al più presto" in modo da svuotare un po' di più l'armadio. Continuerò con le altre stanze nel corso del mese, piano piano, giorno dopo giorno.
Ho iniziato a studiare le materie del master. Ho copiato un po' di appunti, guardato un po' di informazioni su qualche sito. E anche qui ogni giorno tento di fare qualcosa in più.
Oggi sono stata a una bella riunione, propositiva, su un progetto di educazione ambientale che coinvolgerà degli educatori. Educazione alla sostenibilità in agricoltura. Tante idee, tante proposte; a fine gennaio ci saranno le due giornate con questi ragazzi e spero che vada tutto per il verso giusto. Però i presupposti ci sono. E anche la voglia.
Lunedì inizierò (finalmente) a lavorare per una consulenza per un altro comune. Tentando anche qui di dare il meglio, di imparare delle cose nuove e tentare di applicare nuovi strumenti.
E da ieri sono un po' più attenta a ciò che mangio. L'idea è anche ritornare in palestra, al più presto. Vediamo...

venerdì 1 gennaio 2010

Propositi per il 2010

  1. Latitare un po' meno sul blog. È da mesi che non scrivo una riga, entro nel profilo solo per leggere gli aggiornamenti ad alcuni blog che seguo e poi chiudo tutto.
  2. Coccolarmi un po' di più. Sia dal punto di vista estetico, sia per il relax. Abbandonarmi a una buona lettura o alla musica una volta in più non mi può fare che bene.
  3. Imparare dal mio lavoro. E dal master. Spremerne il succo. Perché mi piace quello che faccio, e perché penso sia sempre più importante lavorare bene, ma anche con gioia. È il terzo anno da quando ho aperto la partita IVA, vorrei dimostrare a me stessa di riuscire a guadagnarmi sul serio la vita.
  4. Vivere più leggero. Mettere in ordine un po' di più. Buttare o dare via le cose che non mi servono.
  5. Stare un po' più all'aria aperta. Non solo per lavoro. Prendere la bicicletta, riordinarla, e fare due pedalate quando il lavoro non rende. Oppure due passi in montagna. Magari portandomi dietro la macchina fotografica. E tornare a giocolare.
  6. Imparare a osservare e ascoltare. Le persone, i luoghi, la natura.
Si inizia da oggi...

mercoledì 23 settembre 2009

Le vacanze, il tempo e il futuro

Giorni fa (ormai settimane) sono tornata dalle ferie.
Olanda. Tante foto, prima o poi (sto ancora elaborando quali foto di Barcellona pubblicare) ne metterò qualcuna sul blog. Acqua come se piovesse (tutti i giorni e tutte le notti, aggiungerei). Acqua dappertutto, i canali, la pioggia, il mare, gli enormi laghi interni (di cui non vedi la sponda opposta). Ponti di ogni tipo, ponti levatoi autostradali, ponti (moto)ciclabili, ponti per arrivare alle case. Qualcuno (un po' originale, forse) aveva addirittura la barchetta ormeggiata fuori da casa per raggiungere la strada.
Un tessuto urbanistico, anche ad Amsterdam, che nel mio immaginario collettivo di donna del quasi-hinterland milanese (diciamoci la verità, io da casa qualche bosco lo vedo) sembra rado o, al limite, quasi denso. Case basse (3 piani), di grattacieli ne ho visti solo (a memoria) a Eindhoven e a Rotterdam. E, usciti 20 km da Amsterdam, borghi rurali, pecore (di non so che razza, ma stupende), vacche, arieti, pecore, canale, vacche frisone, vacche frisone e casette a schiera con piccoli praticelli davanti. E le case, con la finestra del soggiorno enorme, le tende aperte e la gente che cena mentre tu passi davanti (e li spii...).
E persone gentili, che si fermavano per consigliarti un parcheggio non a pagamento poco più in là, baristi che tentavano di tradurti il menù...
E passeggiare in bici, un po' a fatica, a volte (era da anni che non prendevo in mano una bicicletta), su piste ciclabili che percorrevano più o meno affiancate ogni strada. Una rete ciclabile corredata di cartelli bianchi e scritti (generalmente) in rosso, che ci confortavano nei nostri percorsi.
La vita in tenda... quest'anno è stato difficile superare il maltempo, il freddo notturno e la pioggia con il vento...

La voglia di ripartire è tanta, inizio a guardare itinerari cicloturistici e ho ritrovato la mia bicicletta di qualche anno fa, perché mi accompagni nel viaggio (vediamo se riusciamo a combinare).
Nella mia confusione, ho deciso (quasi) che quest'anno faccio un master in progettazione e conservazione del giardino e del paesaggio, cercando di incastrarlo tra i miei impegni lavorativi e tentando di guadagnarmi la pagnotta.
Poi si vedrà...

martedì 4 agosto 2009

aNobii

Oggi è stata una giornata produttiva. Ho continuato la lettura del libro di cui parlerò uno di questi giorni (lo finirò a breve, proverò a capire come utilizzarlo nella mia vita lavorativa reale, e poi scriverò su di lui), proprio quello di cui mi sono innamorata (praticamente a prima vista, tanto da andarlo subito a cercare in libreria).
Ho inframezzato la giornata con una nuova attività: ho trovato (in due riferimenti diversi, quindi è stata una quasi chiamata) il riferimento al sito aNobii, che è una specie di "luogo di lettura" virtuale in cui gli iscritti presentano gli scaffali delle loro librerie, inserendo i libri che hanno letto, e - dice la presentazione - permettere alle persone con mentalità simile di mettersi in contatto e intrattenere conversazioni ricche di significato.
Mi sono iscritta, ho inserito uno scaffale di libri e nel frattempo ho anche pulito (una minima) parte della mia libreria.
Ora torno al mio amico libro (per fortuna che mi serve per lavoro, ormai me lo porto dappertutto...).

lunedì 3 agosto 2009

Pomodori ripieni

Sabato sera, su specifica richiesta (mi piacerebbe mangiare la pasta con le melanzane fritte e un antipasto prima) ho prodotto un simpatico antipasto di pomodori ripieni velocissimo, che ho scovato (e modificato) dalla rete, sul sito Lo spicchio d'aglio. Mio padre saltellava di gioia, l'accompagnatore un po' meno (ma si è consolato con le melanzane fritte, rigorosamente in pastella). Piatto che probabilmente rifarò, un po' per nutrire lo zio e un po' anche come idea da portarmi nei miei tupperware da pranzo (le volte che mi ricordo di fare qualcosa prima di uscire).

Ingredienti (le dosi sono un po' a occhio, già modificate per quattro visto che il ripieno in tre pomodori strabordava felice):
  • 4 pomodori rossi, tondi, maturi ma ben sodi
  • 4 foglie di basilico (la ricetta lo richiedeva, io l'ho anche usato, ma ne vivo anche senza)
  • prezzemolo (io me ne sono fatta prestare da mia cugina un pugnetto, già tritato)
  • una confezione di alici in salsa piccante (la ricetta originale diceva sott'olio, ma visto che il patè di olive non mi piace, ho deciso di optare per un gusto un po' più forte), quelle che mio zio chiama "le alici di Natale"
  • 120 g di tonno sott'olio sgocciolato
Lavare i pomodori e tagliare le calotte. Incidere la polpa intorno ai bordi con un coltello e rimuoverla scavando con un cucchiaino. Metterli capovolti su un piatto (per circa un'ora), in modo che perdano l'acqua.
Lavare le foglie di basilico e di prezzemolo e tritarli su un tagliere, insieme alle alici scolate.
Scolare il tonno, sminuzzarlo con una forchetta e metterlo in una ciotola con il composto di erbe e alici e mescolare bene.
A questo punto ho anche aggiunto la polpa e parte delle calottine dei pomodori, anch'esse ben tritate (volevo coprire i pomodori, ma una delle calottine era un po' ammaccata, quindi si fa di necessità virtù) e un cucchiaino della salsa piccante delle alici.
Prendere i pomodori e riempirlo con il composto di tonno e mettere in frigo almeno un'ora. Prima di servire, lasciare riposare il piatto fuori dal frigorifero per una quindicina di minuti (almeno, io ho fatto così).

domenica 2 agosto 2009

I castelli di lago - Cunsert

Il 18 luglio sono stata (ho partecipato?) a un'esposizione nell'ambito di un festival, "Castelli di lago", di (leggo dal depliant) Arte-teatro-ambiente-burattini-narrazione-workshop. L'avevo scovato per caso, probabilmente cercando qualcosa sul notiziario on-line della provincia di Varese, e l'avevo pubblicizzato alle amiche. E una di queste mi ha ascoltato, andando alla presentazione di - appunto - l'esposizione "Cunsert" che mi ha descritto. Quindi ho convinto il mio allegro accompagnatore (ignaro di cosa l'aspettava) a portarmici.

Continuo a prendere spunto dal depliant...
L'esposizione a cui siamo stati, che si chiamava "Progetto Cunsèrt: conservazione - Il lavoro dell'acqua e della memoria", sfruttava lo spazio di tre ghiacciaie presso il lago a Cazzago Brabbia, utilizzate una volta per la conservazione del pesce ed ora restaurate da parte dell'amministrazione.

Leggo:
L'acqua ha memoria? Questo interrogativo, dibattuto da anni a livello scientifico, non ha ancora ricevuto una risposta positiva.
Nonostante l'impossibilità della dimostrazione scientifica (anche se alcuni scienziati dichiarano di averlo fatto), è affascinante pensare che l'acqua conservi la memoria. Ma se l'acqua ha memoria come fa a raccontare tutto quello che ha visto in milioni di anni? Donatella Mora ha cercato la risposta nel Lago Maggiore osservando le sue acque, e crede di averla trovata nella legna che il lago restituisce dopo piogge intense, che da noi chiamano "buzza". Sono legni levigati dall'acqua. Ecco come l'acqua trasmette quel che ha visto: levigando opportunamente i legni.
Con semplici ritocchi vedremo moltitudini di pesci che hanno abitato il lago fin dalla sua creazione, animali conosciuti e altri ormai estinti, ominidi di varie dimensioni che hanno abitato le spnde del lago e forse quelle dei fiumi, dato che la "buzza" porta legna dalle montagne attraverso essi. Quel che ancora non sappiamo fare è distinguere se i personaggi restituiti dal lago siano frutto della sua memoria o di quella dei fiumi, ma poco importa: ora sappiamo che l'acqua ricorda.
L'esposizione era strutturata appunto nella cornice delle tre ghiacciaie. La prima ghiacciaia conteneva le opere d'arte di Donatella Mora, che, a partire dai legni di recupero e altri materiali (chiodi, una gabbia, etc.) ha ricreato personaggi strani, uccelli, forme antropomorfe, etc. Il gioco era riscoprirli quasi nel buio, aiutandosi da una torcia elettrica per scoprirne le forme.
Nella seconda ghiacciaia, la più profonda, erano state utilizzate le figure della prima in una proiezione sui muri ad opera di Cristian Bolis, accompagnata da musica, che dava la sensazione di essere in un caleidoscopio. All'ingresso c'erano alcuni foglietti a forma di elica, su cui scrivere un pensiero dal titolo "Io vorrei conservare..." e da gettare nella ghiacciaia. I pensieri sarebbero stati recuperati e raccolti sul blog del festival.
Nella terza invece la partecipazione diventava creazione, ognuno, con l'utilizzo dei legni recuperati dal lago, doveva creare un'opera d'arte. Questa è la mia (dal blog del festival):

Latitanza...

Certo che ne passa di tempo tra un giorno e l'altro in cui io, presa da cazzeggi cosmici e ancora più cosmici "forse è il caso di mettersi dietro a lavorare", guardo il blog (e quello lo guardo tutti i giorni), clicco sul tastino "entra" (adesso mi impegno e lo faccio ogni settimana, circa) e decido di scrivere (ma è da giorni che dico: "cavoli, è già finito luglio...").
E la latitanza di tutto luglio non ha spiegazioni effettive (a parte il cazzeggio). O forse sì, se mi impegno le trovo...

Ho passato due settimane di fuoco (ormai due settimane fa, però), da un mio cliente per il quale ho seguito certificazione ISO 9001 (già aggiornata al 2008!) e 14001. I certificatori sono arrivati, hanno guardato, girato, rigirato l'azienda, rigirato i quintali di fogli prodotti, pensato, ripensato, chiesto, chiesto di nuovo, e tutte le cose noiose che fanno i certificatori, poi si sono chiusi (per ore interminabili) in camera di consiglio, mentre noi volevamo andare a casa sfiniti (soprattutto l'impiegato, nettamente fuori orario di lavoro), poi ci hanno richiamato e ci hanno dato la certificazione (ma tornano tra tre mesi a chiudere un miliardo di non conformità, AIUTO!!!).

E la settimana dopo, ancora un audit nella stessa azienda, questa volta verifica di seconda parte di conformità normativa rispetto alla gestione dei RAEE (per i non adepti: Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, della serie sono un agronomo ma mi dò da fare in altri campi...). Anche qui: check-list da seguire, domande su domande, scartabellare tra fogli, giro aziendale (io ero bellissima: con l'abito nero lungo smanicato e le scarpe antinfortunistica avrei fatto un figurone a tutti i concerti post-rock-emo-nu, anzi... quasi quasi ci penso, peccato che le mie scarpe antinfortunistica siano bluette), nuovo giro aziendale (in cui io ho chiacchierato amabilmente del più e del meno con il capo impianto, al posto di seguire il certificatore), poi seduta in camera di consiglio da parte dei due personaggi (questa volta noi eravamo mooolto più tranquilli, infatti io mi sono messa in pesa con l'impiegata a sorseggiare caffé e a zabettare). Risultato: positivo!

Negli altri giorni mi sono invece rimessa a lavorare sulle relazioni agronomiche per i PGT dei Comuni. Mi sono scaricata la nuova carta dell'uso del suolo della Regione Lombardia (DUSAF2), ho litigato con la carta perché non voleva farsi clippare in nessun modo sul territorio comunale (mi diceva che era corrotta, alla fine ho scoperto che c'erano delle aree di sovrapposizione tra due usi del suolo, della serie: che bel lavoro...), ho continuato a litigarci, ci siamo picchiate (ma alla fine ho vinto io) e poi, finalmente, ho tirato fuori uno schema di variazioni dell'uso del suolo degli anni intercorsi tra la redazione della prima e della seconda carta (scoprendo che le variazioni erano più o meno irrilevanti).

Questa settimana sono andata in biblioteca in università per lavoro, ho trovato un libro bellissimo (è stato un colpo di fulmine), l'ho comprato e lo sto leggendo... Però, visto che l'infatuazione sta continuando e mi sta facendo riflettere sulla mia vita lavorativa (insieme ad altre riflessioni che mi sto portando dietro da mesi), il libro merita un post a sé stante, che spero di scrivere nei prossimi giorni (fatemelo finire di leggere!!!).

giovedì 2 luglio 2009

Correndo tra i campi?

Ormai sono mesi che non aggiorno il blog (e nemmeno guardo i commenti, povera Marzia che mi dà consigli sulla sacher - effettivamente poi l'ho rifatta e con il cioccolato sopra fa tutto un altro effetto, ma quel giorno non avevo abbastanza cioccolato...). Un po' perché vivo di corsa, un po' perché (diciamo la verità) è passata l'eccitazione delle cose nuove e adesso devo trovare il tempo e la voglia di scrivere. Ma ci proviamo.
Oggi in realtà scrivo solo per fare un breve riassunto degli ultimi mesi...

A inizio giugno sono stata a Barcellona per tre giorni di ferie... ho corso in giro per la città, facendo foto come una giapponese impazzita (il blog e la rete piacendo, ne pubblicherò qualcuna) e ragionando su possibilità applicative di quello che ho visto (sì, lo so, sono malata... ho anche fatto una foto a un educatore museale con dei bambini di circa 6 anni, occhio e croce).

Invece dal 15 al 19 sono stata a un corso di Metodologie di rilevamento faunistico a Casale Monferrato. Cinque giorni intensi, anzi intensissimi (credo di avere ancora del sonno arretrato, oltre a innumerevoli bolli da puntura di zanzare che mi cospargono le gambe...). Abbiamo visto alcune garzaie, visto l'inanellamento degli Uccelli e le metodologie di ricerca dei Chirotteri (bellissimi!), siamo andati sugli Appennini a cercare Rettili e Anfibi (e visto molto da vicino una vipera!), ci siamo immersi nel Po (muniti di fantastici stivali da pescatore) per vedere una battuta di elettropesca. Per me, che vengo da tutt'altro mondo, sono stati cinque giorni molto stimolanti, soprattutto perché mi hanno permesso di ampliare la visuale e di cercare di approfondire un po' di più il mondo animale quando faccio valutazioni di tipo ecologico.

E poi ho partecipato a due giornate di riflessione su tematiche forestali organizzate da Ersaf all'interno del progetto "Forestry education" che cerca di far incontrare i vari professionisti del settore per confrontarsi su temi di interesse.
La prima, presso il Parco di Montevecchia, era sulla gestione dei boschi all'interno delle aree Natura 2000; interessante il punto di vista del naturalista che ci ha fatto una breve carrellata sulle nicchie ecologiche che si creano all'interno del bosco, con informazioni non scontate.
La seconda, nell'area della Prim'Alpe sopra Canzo, è stata una piacevole presentazione di metodologie di analisi dei flussi di fruitori e della sentieristica e cartellonistica predisposta per informare e formare i turisti. Quindi ci siamo addentrati in un sentiero "evocativo", in cui uno scultore ha creato dei personaggi a partire da quello che incontrava nel bosco. Lo scultore, per passione, è un simpatico personaggio della bergamasca che raccontava che gli alberi gli parlavano e gli chiedevano di fare uscire una determinata forma piuttosto che una figura antropomorfa. Un sentiero bellissimo, evocativo, fiabesco, da gustare con calma, in silenzio, ad esempio, come diceva il dirigente Ersaf, in una giornata di pioggia.

giovedì 16 aprile 2009

Tarlo asiatico

Ormai due settimane fa ho partecipato al Secondo simposio internazionale su Anoplophora chinensis e A. glabripennis, che si è tenuto dal 1° al 3 maggio in Fondazione Minoprio.

L'Anoplophora chinensis (cerambice dalle lunghe antenne, ma più noto con il suo nome "volgare" e poco da entomologi tarlo asiatico) è una "simpatica bestiolina" di origine asiatica, molto carino di aspetto ma poco di abitudini...
In Italia è stato segnalato nel 2000 a Parabiago ed è presente attualmente in Lombardia (alto milanese-basso varesotto e in una zona del bresciano) e nel Lazio.
Le larve, che raggiungono i 5 cm di lunghezza e i 2 di diametro (sono dei bestioni di larva...), nascono dalle uova deposte dalle femmine all'interno di varie specie arboree (tra cui ippocastano, melo, nocciolo, platano, etc.) all'altezza del colletto o delle radici affioranti e si nutrono del legno, rimanendo nella pianta ospite anche un paio di anni prima di impuparsi.
L'insetto adulto fora la corteccia lasciando dei fori di 2 cm di diametro, circolari, e sfarfalla nutrendosi delle foglie della pianta.
Il problema fitosanitario deriva appunto dalla presenza di gallerie di alimentazione, che possono provocare danni strutturali alla pianta. Tra l'altro, le piante ospiti spesso non presentano altri sintomi visibili.

I primi due giorni sono stati interessanti ma è stato faticoso seguire tutto, un po' perché ho deciso di non utilizzare il traduttore dall'inglese e quindi dovevo stare attentissima (ma fa bene anche per ripassare un po' la lingua), un po' perché la sala del convegno aveva delle caratteristiche quasi soporifere (forse dovute alla mancanza di aria, o di luce naturale).
Il terzo giorno siamo andati a Legnano, al Parco Castello, in visita tecnica a osservare i trattamenti fitosanitari, che sono drastici...
  1. abbattimento della pianta colpita;
  2. fresatura delle radici fino a una profondità, se non ricordo male, di mezzo metro;
  3. monitoraggio delle piante suscettibili nell'area di quarantena ed eventuale rimozione di quelle presenti nell'area focolare.
La parte migliore del convegno è stata proprio la visita tecnica, il "toccare con mano" quello di cui si parla. Anche se alcuni degli entomologi hanno presentato dei lavori molto interessanti: ad esempio, c'è un gruppo di ricerca nel Regno Unito che sta studiando un modo per riconoscere i rumori dovuti all'alimentazione degli insetti xilofagi (e pare ci riesca!!!).

giovedì 9 aprile 2009

Therapy?: Crooked timber

Qualche giorno fa è uscito il nuovo album, "Crooked timber", del mio gruppo preferito, i Therapy?...
Il singolo parla di legno illegale, un tema che mi è abbastanza caro, soprattutto in quanto sono interessata alla tematica della certificazione della gestione forestale sostenibile.
Ed ecco qui il video...

mercoledì 1 aprile 2009

Finta sacher?

Ieri volevo pubblicare tutto un altro post ma non c'è stato verso, quindi oggi parliamo di torta!
In particolare della torta che ho fatto lunedì, sulla base di questa ricetta che ho trovato sul sito Torte al cioccolato. Niente foto perché ho avuto delle difficoltà di composizione del dolce (torta ancora tiepida da spostare dalla teglia...). L'impasto è rapido, la cottura è stata invece un po' traumatica (ma vi spiego perché...).

Ingredienti:
  • 225 g di burro
  • 4 uova
  • 225 g di zucchero
  • 200 g di farina
  • 1 bustina di lievito
  • 30 g di cacao
  • 1 cucchiaio di latte
Versare in una ciotola le uova, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, lo zucchero, la farina, il cacao, il latte e il lievito e mescolare tutto insieme con una frusta elettrica, fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Et voilà, l'impasto è fatto...
Ungere una teglia (la ricetta diceva due teglie, per non tagliarla...), versarvi l'impasto e infornare in forno già caldo a 175°C. E qui viene il bello, visto che la ricetta infornava metà dose per teglia, diceva di cuocere per 20-25 minuti... io ho guardato la torta dopo 40 minuti e sembrava blob (il fluido che uccide) di colore marrone... Però dopo un'ora e qualcosa la torta era bellissima, alta, spumosa, soddisfacente...
Sfornare la torta e LASCIARE RAFFREDDARE. Non come me che dopo mezz'ora mi sono data a delle acrobazie culinarie per tagliarla a metà e farcirla...

Lunedì ho continuato a seguire (bene o male...) la ricetta, farcendo la torta con una crema di zucchero, burro e cacao e coprendola con cioccolato fondente. Ma non sono troppo convinta del risultato, quindi la prossima volta la torta sarà quindi guarnita con marmellata e ricoperta di cioccolato fondente. Come una vera finta sacher.

martedì 3 marzo 2009

Cince, nidi di scoiattolo e schianti

Sabato mattina è iniziato il corso di formazione naturalistica (che doveva essere di quattro lezioni, poi ridotte a tre) per le guide ambientali del Parco Pineta. Le lezioni, di sabato mattina (cosa che mi permette di "saltare" il mio secondo lavoro...), vertono sull'avifauna (la prima), sulle specie vegetali (penso solo arboree, ma non ne sono molto sicura) e sull'entomofauna. In parte sarà per me un ripasso, in parte imparerò cose nuove...
E sabato il Battito d'Ali quasi al completo (mancava solo Cinzia, peccato) si è ritrovato al Parco Pineta a cercare di capire come riconoscere gli uccelli... un po' un ripasso dell'Orny Day di qualche settimana fa... Dopo una breve spiegazione su COSA guardare per riconoscere un uccello, osservazione delle solite cince che becchettavano (e banchettavano) alla mangiatoia... ormai sono un'esperta di cince... Poi breve giro per il bosco accanto, a cercare tracce di uccelli.
Ma, appena arrivata nel bosco, io sono stata attirata da un pino schiantato... Sono ancora i segni della tromba d'aria di un anno fa, che è passata vicino alla sede del Parco Didattico e Scientifico facendo un sacco di danni, per fortuna non agli edifici...
A un certo punto abbiamo iniziato a guardare in alto per vedere se c'erano nidi di scoiattolo e, a quanto pare, uno lo abbiamo visto (e fotografato!).

Alla fine della lezione, il Battito d'Ali tutto si è trasferito in pizzeria per una riunione di lavoro (ma bella!) per finire di organizzare il primo intervento sull'educazione alla sostenibilità nelle nostre scelte alimentari... siamo proprio un bel gruppo, abbastanza affiatato, anche se ognuna di noi corre per la sua strada e facciamo fatica a incontrarci con calma... però sono proprio contenta, sia dei progetti sia del gruppo di lavoro... si potrebbe fare di più, ma dovremmo avere anche più tempo da dedicarci... vedremo...

giovedì 19 febbraio 2009

Stop al consumo di territorio

Il sito "Stop al consumo di territorio" promuove una campagna in difesa della cementificazione del territorio, promuovendo al contempo una nuova strategia pianificatoria. Da collaboratrice alla pianificazione territoriale, mi sento partecipe di questo problema: quante volte abbiamo ragionato su questo fatto anche nei piccoli comuni che (teoricamente) vogliono mantenere la loro tessitura urbanistica...
Riporto qui la presentazione del sito...

Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.

Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.

Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

Sul sito si trova anche una petizione on-line da firmare...

domenica 15 febbraio 2009

Orny day!

Oggi giornata piena al Parco Pineta, come "infiltrata speciale" alla giornata di inizio anno delle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco. Una giornata che aveva come filo conduttore il birdwatching (non per niente si chiamava Orny day...), certo con un po' di calma dovuta alla giornata di domenica (ci siamo risparmiati le levatacce... l'incontro al Parco era alle 9:30...).
All'inizio una veloce descrizione di chi avremmo potuto incontrare, di cosa serve, di come si tiene un binocolo... e poi fuori a vedere gli uccelli che si posavano in una mangiatoia! E li ho visti davvero!
Certo, un po' era d'aiuto il CD con i richiami per gli uccelli, corredato di altoparlante... però cavoli, io che sono notoriamente incapace di osservare (o meglio, così mi dipingono), ho visto e riconosciuto un po' di uccelli... anzi, diciamo la verità... tutti quelli che ho visto!!!
Abbiamo visto cinciallegre, cinciarelle, cince dal ciuffo, cince bigie, cince more, fringuelli, peppole, colombacci, un codibugnolo, un paio di poiane...
Pranzo tutti assieme e poi, dopo una breve spiegazione sul picchio nero e sul succiacapre, ancora in bosco a cercare picchi (che chiaramente non si sono fatti vedere...)
Siamo passati all'interno di un impianto di pino strobo, che sarebbe servito (nell'idea del proprietario del fondo) per legno da cartiera... ma poi è stato abbandonato così... con tutti i difetti di un bosco del genere... alberi troppo vicini, non autopotati, con diametri poco interessanti, sottobosco inesistente... anche se come impianto sarebbe stato anche interessante (a parte essere all'interno del Parco, con le problematiche di gestione che sarebbero potute scaturirne), ben servito da una strada forestale, particelle quasi pianeggianti... una pacchia di esbosco...
Sono tornata a casa dalla giornata soddisfatta, stanca (è pur sempre la prima uscita dell'anno) ma soddisfatta... con la voglia di continuare a mettermi in gioco anche da questo punto di vista, e con la pulce in un orecchio: e se facessi il corso GEV?
(Chiaramente la macchina fotografica è rimasta davanti al PC, in casa...)

martedì 10 febbraio 2009

Relazione agronomica?

In questi giorni ho latitato... in realtà ho latitato dal blog ma non dal pc...
Dovevo finire la mia prima relazione agronomica per un Piano di Governo del Territorio e sono stati giorni pieni, in cui tentavo di concludere lo studio in maniera corretta, sensata...
E mi sembrava sempre di essere lì, a un passo, e poi scoprivo che mancava ancora qualcosa...
Però sono soddisfatta di quello che ne è uscito, mi sembra una relazione dignitosa... che si è meritata le nottate quasi in bianco che ci ho passato davanti...

E ora sono pronta per i nuovi lavori: lo studio sul bacino del Nahr el Kalb (Libano!), le altre relazioni agronomiche, la consulenza per la certificazione ISO 9001/14001...

Beh, considerando che l'avventura è iniziata circa un anno fa, sono soddisfatta di come sta andando il mio lavoro... ho una rete di contatti che mi dà la possibilità di imparare e di lavorare senza sentirmi troppo sola, confrontandomi con altre esperienze e altre professionalità. Direi che sono proprio contenta... se poi passo dalla commercialista penso che cambierò idea, però in questi tempi bui...