È da un'eternità che non scrivo, che non pubblico foto (tra l'altro la mia macchina fotografica si è suicidata in quel di Torno, davanti a una "slitta" per il trasporto del materiale in montagna - un residuo prebellico, direi del '15-'18), che non entro nemmeno nel mio blog.
Ma oggi ho avuto un lampo di genio. Facebook è pieno di "roba da...", in cui sono elencate battute e riflessioni (va beh, più o meno...) su qualunque tipo di professione, ma non c'è "roba da agronomi".
E ce ne sarebbero tante da scrivere. L'idea è questa.
mercoledì 30 giugno 2010
domenica 14 marzo 2010
Il nordic walking e il bookcrossing
Oggi ho trovato il mio primo libro in bookcrossing. Appena "liberato" dal primo proprietario, leggo sul sito. Si chiama "Il terzo ufficiale", è di Giuseppe Conte.
L'ho trovato su una panchina al Parco. Che per chi mi conosce sa che la P maiuscola indica generalmente in Parco Pineta, in particolare il Centro Didattico Scientifico (detto anche in altri mille modi, l'osservatorio astronomico, il ronco, etc.) ma che per me è solo "Parco".
Ero lì per la presentazione di un corso base di nordic walking, organizzato dal Parco (questa volta intendo l'ente parco) e a cui sono stata più o meno cooptata (ma mi interessa, è da anni che l'idea mi frullava per la testa).
E quindi eccomi qui, dopo aver provato per dieci minuti a camminare con i bastoncini (il corso inizia tra due settimane...) e con un libro che mi gironzola per la camera.
Ho visto il libro sulla panchina, l'ho guardato e ho detto dentro di me "woow, credevo ci fossero solo in metropolitana a Milano". Invece no, e sono contenta.
L'ho trovato su una panchina al Parco. Che per chi mi conosce sa che la P maiuscola indica generalmente in Parco Pineta, in particolare il Centro Didattico Scientifico (detto anche in altri mille modi, l'osservatorio astronomico, il ronco, etc.) ma che per me è solo "Parco".
Ero lì per la presentazione di un corso base di nordic walking, organizzato dal Parco (questa volta intendo l'ente parco) e a cui sono stata più o meno cooptata (ma mi interessa, è da anni che l'idea mi frullava per la testa).
E quindi eccomi qui, dopo aver provato per dieci minuti a camminare con i bastoncini (il corso inizia tra due settimane...) e con un libro che mi gironzola per la camera.
Ho visto il libro sulla panchina, l'ho guardato e ho detto dentro di me "woow, credevo ci fossero solo in metropolitana a Milano". Invece no, e sono contenta.
venerdì 8 gennaio 2010
Una settimana...
La prima (ok, seconda, ma la prima non valeva perché era a cavallo tra dicembre e gennaio) settimana di gennaio si appresta al termine. (Ah, no, secondo la ISO 8601, la prima settimana dell'anno è quella che contiene il primo giovedì del mese... quindi è proprio la prima settimana di gennaio).
Mi sembra di non avere fatto molto, ma nel frattempo di aver iniziato a mettere delle basi per il lavoro di quest'anno.
Ho riordinato i mobiletti del bagno, ho buttato alcune creme, altre le ho destinate nelle "cose da far fuori al più presto" in modo da svuotare un po' di più l'armadio. Continuerò con le altre stanze nel corso del mese, piano piano, giorno dopo giorno.
Ho iniziato a studiare le materie del master. Ho copiato un po' di appunti, guardato un po' di informazioni su qualche sito. E anche qui ogni giorno tento di fare qualcosa in più.
Oggi sono stata a una bella riunione, propositiva, su un progetto di educazione ambientale che coinvolgerà degli educatori. Educazione alla sostenibilità in agricoltura. Tante idee, tante proposte; a fine gennaio ci saranno le due giornate con questi ragazzi e spero che vada tutto per il verso giusto. Però i presupposti ci sono. E anche la voglia.
Lunedì inizierò (finalmente) a lavorare per una consulenza per un altro comune. Tentando anche qui di dare il meglio, di imparare delle cose nuove e tentare di applicare nuovi strumenti.
E da ieri sono un po' più attenta a ciò che mangio. L'idea è anche ritornare in palestra, al più presto. Vediamo...
Mi sembra di non avere fatto molto, ma nel frattempo di aver iniziato a mettere delle basi per il lavoro di quest'anno.
Ho riordinato i mobiletti del bagno, ho buttato alcune creme, altre le ho destinate nelle "cose da far fuori al più presto" in modo da svuotare un po' di più l'armadio. Continuerò con le altre stanze nel corso del mese, piano piano, giorno dopo giorno.
Ho iniziato a studiare le materie del master. Ho copiato un po' di appunti, guardato un po' di informazioni su qualche sito. E anche qui ogni giorno tento di fare qualcosa in più.
Oggi sono stata a una bella riunione, propositiva, su un progetto di educazione ambientale che coinvolgerà degli educatori. Educazione alla sostenibilità in agricoltura. Tante idee, tante proposte; a fine gennaio ci saranno le due giornate con questi ragazzi e spero che vada tutto per il verso giusto. Però i presupposti ci sono. E anche la voglia.
Lunedì inizierò (finalmente) a lavorare per una consulenza per un altro comune. Tentando anche qui di dare il meglio, di imparare delle cose nuove e tentare di applicare nuovi strumenti.
E da ieri sono un po' più attenta a ciò che mangio. L'idea è anche ritornare in palestra, al più presto. Vediamo...
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venerdì 1 gennaio 2010
Propositi per il 2010
- Latitare un po' meno sul blog. È da mesi che non scrivo una riga, entro nel profilo solo per leggere gli aggiornamenti ad alcuni blog che seguo e poi chiudo tutto.
- Coccolarmi un po' di più. Sia dal punto di vista estetico, sia per il relax. Abbandonarmi a una buona lettura o alla musica una volta in più non mi può fare che bene.
- Imparare dal mio lavoro. E dal master. Spremerne il succo. Perché mi piace quello che faccio, e perché penso sia sempre più importante lavorare bene, ma anche con gioia. È il terzo anno da quando ho aperto la partita IVA, vorrei dimostrare a me stessa di riuscire a guadagnarmi sul serio la vita.
- Vivere più leggero. Mettere in ordine un po' di più. Buttare o dare via le cose che non mi servono.
- Stare un po' più all'aria aperta. Non solo per lavoro. Prendere la bicicletta, riordinarla, e fare due pedalate quando il lavoro non rende. Oppure due passi in montagna. Magari portandomi dietro la macchina fotografica. E tornare a giocolare.
- Imparare a osservare e ascoltare. Le persone, i luoghi, la natura.
mercoledì 23 settembre 2009
Le vacanze, il tempo e il futuro
Giorni fa (ormai settimane) sono tornata dalle ferie.
Olanda. Tante foto, prima o poi (sto ancora elaborando quali foto di Barcellona pubblicare) ne metterò qualcuna sul blog. Acqua come se piovesse (tutti i giorni e tutte le notti, aggiungerei). Acqua dappertutto, i canali, la pioggia, il mare, gli enormi laghi interni (di cui non vedi la sponda opposta). Ponti di ogni tipo, ponti levatoi autostradali, ponti (moto)ciclabili, ponti per arrivare alle case. Qualcuno (un po' originale, forse) aveva addirittura la barchetta ormeggiata fuori da casa per raggiungere la strada.
Un tessuto urbanistico, anche ad Amsterdam, che nel mio immaginario collettivo di donna del quasi-hinterland milanese (diciamoci la verità, io da casa qualche bosco lo vedo) sembra rado o, al limite, quasi denso. Case basse (3 piani), di grattacieli ne ho visti solo (a memoria) a Eindhoven e a Rotterdam. E, usciti 20 km da Amsterdam, borghi rurali, pecore (di non so che razza, ma stupende), vacche, arieti, pecore, canale, vacche frisone, vacche frisone e casette a schiera con piccoli praticelli davanti. E le case, con la finestra del soggiorno enorme, le tende aperte e la gente che cena mentre tu passi davanti (e li spii...).
E persone gentili, che si fermavano per consigliarti un parcheggio non a pagamento poco più in là, baristi che tentavano di tradurti il menù...
E passeggiare in bici, un po' a fatica, a volte (era da anni che non prendevo in mano una bicicletta), su piste ciclabili che percorrevano più o meno affiancate ogni strada. Una rete ciclabile corredata di cartelli bianchi e scritti (generalmente) in rosso, che ci confortavano nei nostri percorsi.
La vita in tenda... quest'anno è stato difficile superare il maltempo, il freddo notturno e la pioggia con il vento...
La voglia di ripartire è tanta, inizio a guardare itinerari cicloturistici e ho ritrovato la mia bicicletta di qualche anno fa, perché mi accompagni nel viaggio (vediamo se riusciamo a combinare).
Nella mia confusione, ho deciso (quasi) che quest'anno faccio un master in progettazione e conservazione del giardino e del paesaggio, cercando di incastrarlo tra i miei impegni lavorativi e tentando di guadagnarmi la pagnotta.
Poi si vedrà...
Olanda. Tante foto, prima o poi (sto ancora elaborando quali foto di Barcellona pubblicare) ne metterò qualcuna sul blog. Acqua come se piovesse (tutti i giorni e tutte le notti, aggiungerei). Acqua dappertutto, i canali, la pioggia, il mare, gli enormi laghi interni (di cui non vedi la sponda opposta). Ponti di ogni tipo, ponti levatoi autostradali, ponti (moto)ciclabili, ponti per arrivare alle case. Qualcuno (un po' originale, forse) aveva addirittura la barchetta ormeggiata fuori da casa per raggiungere la strada.
Un tessuto urbanistico, anche ad Amsterdam, che nel mio immaginario collettivo di donna del quasi-hinterland milanese (diciamoci la verità, io da casa qualche bosco lo vedo) sembra rado o, al limite, quasi denso. Case basse (3 piani), di grattacieli ne ho visti solo (a memoria) a Eindhoven e a Rotterdam. E, usciti 20 km da Amsterdam, borghi rurali, pecore (di non so che razza, ma stupende), vacche, arieti, pecore, canale, vacche frisone, vacche frisone e casette a schiera con piccoli praticelli davanti. E le case, con la finestra del soggiorno enorme, le tende aperte e la gente che cena mentre tu passi davanti (e li spii...).
E persone gentili, che si fermavano per consigliarti un parcheggio non a pagamento poco più in là, baristi che tentavano di tradurti il menù...
E passeggiare in bici, un po' a fatica, a volte (era da anni che non prendevo in mano una bicicletta), su piste ciclabili che percorrevano più o meno affiancate ogni strada. Una rete ciclabile corredata di cartelli bianchi e scritti (generalmente) in rosso, che ci confortavano nei nostri percorsi.
La vita in tenda... quest'anno è stato difficile superare il maltempo, il freddo notturno e la pioggia con il vento...
La voglia di ripartire è tanta, inizio a guardare itinerari cicloturistici e ho ritrovato la mia bicicletta di qualche anno fa, perché mi accompagni nel viaggio (vediamo se riusciamo a combinare).
Nella mia confusione, ho deciso (quasi) che quest'anno faccio un master in progettazione e conservazione del giardino e del paesaggio, cercando di incastrarlo tra i miei impegni lavorativi e tentando di guadagnarmi la pagnotta.
Poi si vedrà...
martedì 4 agosto 2009
aNobii
Oggi è stata una giornata produttiva. Ho continuato la lettura del libro di cui parlerò uno di questi giorni (lo finirò a breve, proverò a capire come utilizzarlo nella mia vita lavorativa reale, e poi scriverò su di lui), proprio quello di cui mi sono innamorata (praticamente a prima vista, tanto da andarlo subito a cercare in libreria).
Ho inframezzato la giornata con una nuova attività: ho trovato (in due riferimenti diversi, quindi è stata una quasi chiamata) il riferimento al sito aNobii, che è una specie di "luogo di lettura" virtuale in cui gli iscritti presentano gli scaffali delle loro librerie, inserendo i libri che hanno letto, e - dice la presentazione - permettere alle persone con mentalità simile di mettersi in contatto e intrattenere conversazioni ricche di significato.
Mi sono iscritta, ho inserito uno scaffale di libri e nel frattempo ho anche pulito (una minima) parte della mia libreria.
Ora torno al mio amico libro (per fortuna che mi serve per lavoro, ormai me lo porto dappertutto...).
Ho inframezzato la giornata con una nuova attività: ho trovato (in due riferimenti diversi, quindi è stata una quasi chiamata) il riferimento al sito aNobii, che è una specie di "luogo di lettura" virtuale in cui gli iscritti presentano gli scaffali delle loro librerie, inserendo i libri che hanno letto, e - dice la presentazione - permettere alle persone con mentalità simile di mettersi in contatto e intrattenere conversazioni ricche di significato.
Mi sono iscritta, ho inserito uno scaffale di libri e nel frattempo ho anche pulito (una minima) parte della mia libreria.
Ora torno al mio amico libro (per fortuna che mi serve per lavoro, ormai me lo porto dappertutto...).
lunedì 3 agosto 2009
Pomodori ripieni
Sabato sera, su specifica richiesta (mi piacerebbe mangiare la pasta con le melanzane fritte e un antipasto prima) ho prodotto un simpatico antipasto di pomodori ripieni velocissimo, che ho scovato (e modificato) dalla rete, sul sito Lo spicchio d'aglio. Mio padre saltellava di gioia, l'accompagnatore un po' meno (ma si è consolato con le melanzane fritte, rigorosamente in pastella). Piatto che probabilmente rifarò, un po' per nutrire lo zio e un po' anche come idea da portarmi nei miei tupperware da pranzo (le volte che mi ricordo di fare qualcosa prima di uscire).
Ingredienti (le dosi sono un po' a occhio, già modificate per quattro visto che il ripieno in tre pomodori strabordava felice):
Lavare le foglie di basilico e di prezzemolo e tritarli su un tagliere, insieme alle alici scolate.
Scolare il tonno, sminuzzarlo con una forchetta e metterlo in una ciotola con il composto di erbe e alici e mescolare bene.
A questo punto ho anche aggiunto la polpa e parte delle calottine dei pomodori, anch'esse ben tritate (volevo coprire i pomodori, ma una delle calottine era un po' ammaccata, quindi si fa di necessità virtù) e un cucchiaino della salsa piccante delle alici.
Prendere i pomodori e riempirlo con il composto di tonno e mettere in frigo almeno un'ora. Prima di servire, lasciare riposare il piatto fuori dal frigorifero per una quindicina di minuti (almeno, io ho fatto così).
Ingredienti (le dosi sono un po' a occhio, già modificate per quattro visto che il ripieno in tre pomodori strabordava felice):
- 4 pomodori rossi, tondi, maturi ma ben sodi
- 4 foglie di basilico (la ricetta lo richiedeva, io l'ho anche usato, ma ne vivo anche senza)
- prezzemolo (io me ne sono fatta prestare da mia cugina un pugnetto, già tritato)
- una confezione di alici in salsa piccante (la ricetta originale diceva sott'olio, ma visto che il patè di olive non mi piace, ho deciso di optare per un gusto un po' più forte), quelle che mio zio chiama "le alici di Natale"
- 120 g di tonno sott'olio sgocciolato
Lavare le foglie di basilico e di prezzemolo e tritarli su un tagliere, insieme alle alici scolate.
Scolare il tonno, sminuzzarlo con una forchetta e metterlo in una ciotola con il composto di erbe e alici e mescolare bene.
A questo punto ho anche aggiunto la polpa e parte delle calottine dei pomodori, anch'esse ben tritate (volevo coprire i pomodori, ma una delle calottine era un po' ammaccata, quindi si fa di necessità virtù) e un cucchiaino della salsa piccante delle alici.
Prendere i pomodori e riempirlo con il composto di tonno e mettere in frigo almeno un'ora. Prima di servire, lasciare riposare il piatto fuori dal frigorifero per una quindicina di minuti (almeno, io ho fatto così).
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